SOLAR ANNUAL REPORT: fv lo status quo

Tempo di bilanci, per il fotovoltaico, che sta vivendo una delicata fase di transizione. Ha dovuto reinventarsi, ha posto l’autoconsumo al centro dei propri modelli di business che ora devono reggersi senza incentivi e, nel caso del residenziale, con le sole detrazioni fiscali. Lo dice, chiaro e tondo, il Solar Energy Report, che l’Energy & Strategy Group del Politecnico di Milano ha presentato ad aprile nel capoluogo lombardo. 

C’è, ad esempio, l’aggiornamento dello Scambio sul Posto che rivede il limite annuale riconosciuto per la restituzione degli oneri di sistema al soggetto responsabile dell’impianto per l’energia messa in rete. Per il 2014 gli impianti di potenza compresa tra 20 e 200 kW incentivati in Conto Energia vedrebbero annullata la restituzione degli oneri; gli impianti di potenza compresa tra 20 e 200 kWp non incentivati vedrebbero invece riconosciuta la restituzione fino a un massimo di 91,12 €/MWh, mentre per gli impianti sotto i 20 kWp non incentivati non si prevedono limitazioni nella restituzione. L’effetto più significativo della riforma si avrebbe per gli impianti entrati in esercizio tra il 2011 e il 2012 con il IV Conto Energia (circa 22.650, per una potenza totale di circa 1,7 GW) per i quali si avrebbe una riduzione pari a un punto percentuale di IRR e uno slittamento del tempo di rientro dell’investimento pari a circa un anno. Meno colpiti gli impianti incentivati con II e III Conto Energia che perderebbero meno dello 0,5% sull’IRR.

Altra importante novità emersa nel 2013 è il doppio intervento sui Prezzi Minimi Garantiti (PMG) per gli impianti che accedono al regime del Ritiro Dedicato. Come sappiamo, il Prezzo Minimo Garantito è stato di fatto eliminato (o meglio reso uguale al Prezzo Zonale Orario) per gli impianti FV incentivati di potenza superiore ai 100 kW. Per gli altri impianti, quelli non incentivati o quelli incentivati sotto ai 100 kW, una nuova delibera ha tagliato il Prezzo Minimo Garantito e il volume complessivo di energia elettrica immessa sulla quale viene riconosciuto il PMG.Conseguenze? Per gli impianti incentivati a terra sopra ai 200 kW in regime di cessione totale dell’energia (ipotizzando che accedano al IV Conto Energia), il report stima una contrazione della redditività pari a circa 2 punti percentuali di IRR. Per gli impianti senza incentivi l’impatto negativo sull’IRR varia invece tra lo 0,5% e l’1,5%.

Ci sono poi le novità fiscali, introdotte dalla circolare 36/E che ha risolto il conflitto tra qualifica a fini catastali e fiscali per gli impianti fotovoltaici. A partire dal 2014, alcuni impianti FV vengono qualificati come “beni immobili” e, in quanto tali,  soggetti all’imposizione fiscale sulle rendite catastali e alla revisione dell’aliquota annua di ammortamento dell’impianto.

Infine c’è il completamento della normativa che permette al FV di esprimersi in nuovi modelli di business basati sull’autoconsumo. Una delibera ha finalmente definito le regole sui SEU, i Sistemi Efficienti di Utenza, che permettono di vendere l’energia al cliente producendola  a casa sua. Altra normativa in fase di completamento, che dovrebbe aprire un nuovo mercato, quella sullo storage: l’AEEG ha pubblicato il documento di riferimento in attesa della delibera definitiva che dovrebbe arrivare entro la prima metà dell’anno

Il complesso dei cambiamenti normativi del 2013 ha avuto forte impatto, insomma, sul parco impianti, con quelli di taglia grande e a terra particolarmente colpiti dalla revisione del meccanismo dei Prezzi Minimi Garantiti e dalle modifiche nel regime fiscale. Ciò renderà inevitabili importanti attività di ottimizzazione. Insomma, chi si ferma è perduto: il fotovoltaico deve rimettersi in discussione, ma non in gioco, naturalmente.