Pompe di calore ad alta efficienza

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Il Sistema termofotovoltaico Eclipse Hybrid HE può essere utilizzato per produrre acqua calda sanitaria ed energia elettrica con un rendimento migliore rispetto ai moduli fotovoltaici tradizionali, per la sua capacità di rinfrescare le celle fotovoltaiche. La pompa di calore, infatti, è in grado di gestire una grande quantità d’energia termica interfacciandosi con utilizzatori standard come bollitori, radiatori o altri impianti radianti a bassa temperatura.

A differenza delle macchine a combustibile, la pompa di calore non scarica all’utenza tutta l’energia che produce, ma la sposta da un ambiente all’altro utilizzando un piccolo quantitativo di energia elettrica (meglio se prodotta dagli stessi moduli Hybrid HE). L’energia elettrica necessaria al trasferimento si trasforma poi anch’essa in energia termica e va assommarsi a quella da scaricarein utenza. In assenza di irraggiamento, la pompa di calore chiede alla rete elettrica un prestito di energia, solo il quantitativo necessario ad eseguire il lavoro di trasferimento.

Il pannello Hybrid HE funziona da modulo fotovoltaico e da sonda termica in alternativa o in aggiunta alla sonda geotermica, raccoglie il calore dal sole o, più in generale, dall’ambiente in cui essa lavora, bene! ciando di fattori meteo quali pioggia, vento e neve. In assenza di irraggiamento e di notte, il modulo Hybrid HE si comporta come un normale terminale (simile nella funzione alle batterie di scambio delle PDC, pompe di calore, condensate in aria).

Il posizionamento dei moduli Hybrid HE sul tetto degli edi! ci permette un utilizzo integrato al fotovoltaico, poco invasivo e, in questi ultimi anni, incentivato. La mancanza di sonde geotermiche permette di raggiungere un target più ampio, basta infatti avere la disponibilità di un tetto o della parete esterna di un edi! cio. In termini di prestazioni invece la pompa di calore collegata a sistemi Hybrid HE rappresenta una soluzione tecnologicamente avanzata, che supera soluzioni emergenti nel campo del termodinamico, come la tecnologia Stirling o le caldaie a idrogeno che stanno venendo alla luce nel Nord Europa.

L’eventuale disponibilità di una sonda di appoggio collegata a quelle di Hybrid HE (come ad esempio quella in acque re% ue domestiche) permette di sommare i vantaggi ottenuti durante le ore di irraggiamento con un COP (coe# ciente di perfomanza) di 7,5 e un COP di backup notturno spesso superiore ai 5. Quindi fornendo 1 kWh di energia elettrica al compressore della PDC recuperato dai moduli fotovoltaici, la parte termica della PDC collegata idraulicamente potrà dare ! no a 7,5 kWh di energia termica (pari al doppio di quello che serve per un appartamento di recente costruzione di circa 100 mq).

In altre parole, non solo non c’è consumo d’energia da fonti fossili ma, soddisfatto il fabbisogno di casa, è possibile immagazzinare energia termica in eccesso per poi usarla nei momenti di scarso irraggiamento od assenza dello stesso o a fronte del perdurare di condizioni meteo avverse.

Claudio Giacomello
Eclipse ltalia