Democrazia energetica

OLYMPUS DIGITAL CAMERAL’approfondimento di una relazione chiave come “energia-vita” serve per spostare dalla geopolitica all’ambito della biosfera il dibattito sulle politiche energetiche. Vanno fatti emergere temi raramente posti al centro del pragmatismo dell’azione politica: inquinamento, cambiamenti climatici, rinnovabilità ed esaurimento delle risorse, sobrietà degli stili di vita, non violenza, lotta alla povertà, riproducibilità della specie e dell’ambiente naturale. Nella situazione energetica mondiale e dentro la crisi del paradigma dominante centrato sul ricorso alle fonti energetiche fossili e al nucleare, occorre far riemergere le proposte che vengono dagli scenari scienti! ci-economici compilati dagli istituti di ricerca più prestigiosi, che puntano alla decarbonizzazione dell’economia. La vittoria giusto due anni fa al referendum contro il nucleare suggerisce scenari alternativi a quelli della centralizzazione e dei grandi impianti. Oggi è necessario a” rontare con realismo la prospettiva di un “mondo solare possibile”, con le sue ricadute non solo tecnologiche ma soprattutto sociali, organizzative e occupazionali. Un mondo a energia solare è una prospettiva di civiltà che restituisce armonia tra uomo e natura.

Mario Agostinelli
Presidente dell’Associazione Energia Felice

PRODUZIONE DAL SOLE 2013
Nell’aprile 2013 il 40,2% della produzione nazionale d’energia è derivata da fonti rinnovabili: il fotovoltaico ha fornito il 10% dell’energia prodotta in tutto l’arco del mese. Nello stesso mese l’energia elettrica richiesta in Italia – pari a 24,3 miliardi di kWh – ha fatto registrare una ” essione dell’1,8% rispetto all’aprile dell’anno precedente. (fonte: Terna, la società proprietaria in Italia della Rete di Trasmissione Nazionale in alta tensione e responsabile della trasmissione e del dispacciamento dell’energia su tutto il territorio nazionale).
Nell’ultimo decennio le energie rinnovabili elettriche si sono de! nitivamente a” ermate nel contesto energetico nazionale, con una performance che le ha viste passare da un’incidenza del 13% sui consumi lordi nel 2003, legata soprattutto all’idroelettrico storico e al geotermico, ! no al 27% attuale, grazie in particolare alla forte crescita delle “nuove” rinnovabili come fotovoltaico, eolico e bioenergie. Oggi il paniere rinnovabile è molto più variegato: si compone dell’idroelettrico (al 12% dei consumi complessivi), del fotovoltaico (intorno al 5,5%), dell’eolico (al 4%), delle bioenergie (al 3,5%) e del geotermico (quasi al 2%). Se, dunque, idroelettrico e geotermico convivono da oltre 100 anni con il termoelettrico e, anzi, soprattutto il primo è stato protagonista della elettri! cazione del nostro Paese con un ruolo per lungo tempo di assoluta prevalenza nel mix energetico nazionale, molto diversa è stata la storia delle “nuove” rinnovabili che iniziano a di” ondersi solamente a partire dagli anni ’90. La crescente consapevolezza che matura nei cittadini e nei governi riguardo alle numerose esternalità negative delle fonti fossili – dal riscaldamento climatico agli impatti sulla salute delle persone ! no alla sempre meno sostenibile dipendenza dall’estero nella fornitura di energia – ne è il principale driver. Nell’ultimo decennio il settore decolla, grazie alla chiara volontà politica dell’Unione Europea di assumere un ruolo di avanguardia nella green economy in ambito globale. La potenza rinnovabile italiana è più che raddoppiata, passando dai quasi 20 GW del 2003 agli oltre 47 GW di inizio 2013 e raggiungendo, con diversi anni d’anticipo, l’obiettivo pre! ssato in termini di produzione di rinnovabili elettriche al 2020 di circa 100 TWh (Pacchetto Clima-Energia del 2009). Non bisogna cullarsi sugli allori. Più che un traguardo, questo deve essere visto come una buona partenza. I potenziali di ulteriore crescita sono notevoli: l’Unione Europea sta ! ssando al 2050 gli obiettivi al 2030, in coerenza con la Roadmap. Il percorso di decarbonizzazione dell’economia è ancora molto lungo e sarebbe davvero un peccato non dare un futuro alla solida base che abbiamo costruito in questi anni: ci auguriamo vivamente che il prossimo Governo non se lo dimentichi anche in virtù della condivisione che abbiamo ricevuto dalle forze politiche sulle nostre 26 azioni (pubblicate sul sito aper.it).

Andrea Zaghi
Responsabile Ufficio Studi e Relazioni Esterne APER – Associazione Produttori Energie da Fonti Rinnovabili