BUONE NOTIZIE DAGLI USA

Good news dagli Usa. Dopo i limiti alle emissioni delle auto dello scorso anno, il 2 giugno la Environmental Protection Agency (Epa) ha reso pubblico il piano voluto da Obama per la riduzione delle emissioni di CO2 dalle centrali elettriche. Settecento pagine e un obiettivo: contrarre del 30% le emissioni entro il 2030.
La valenza politica della decisione è chiara e induce all’ottimismo, è evidente che senza gli Usa la pressione sui paesi emergenti perché si impegnino nella decarbonizzazione dell’economia, non era sufficiente. Ora che gli Usa hanno preso l’iniziativa sulla scena internazionale, noi tutti possiamo finalmente sperare che si muova qualcosa, soprattutto in Cina.
La riduzione prevista riguarda solo le emissioni del settore della produzione di energia elettrica, il settore di maggior impatto (circa il 40% del totale). L’Epa ha utilizzato uno schema di attribuzione di obiettivi differenziati per singoli Stati in termini di quantità massima di CO2emessa per MWh prodotto. Si è cercato di determinare il potenziale di riduzione in modo da chiedere a ciascun Stato lo stesso sforzo. Per questa ragione gli obiettivi sono molto diversi, dalle circa 0.2 libbre/MWh per Idaho e Washington alle quasi 1.8 libbre/MWh per Kentucky, Montana e North Dakota. La proposta dell’Epa lascia poi liberi gli Stati di scegliere gli interventi da attuare in una griglia di quattro: 1) miglioramento dell’efficienza delle centrali a combustibili fossili; 2) sostituzione delle centrali “peggiori” con altre alimentate a combustibili fossili ma con emissioni inferiori; 3) sostituzione centrali a combustibili fossili con centrali a emissioni zero; 4) intervento sulla domanda con un miglioramento nell’efficienza dei consumi.

Un passaggio molto importante.